Orto Botanico di Padova

Cinque nuove serre per riproporre l’ecosistema terrestre all’interno di una galleria in vetro e acciaio

Cinque nuove serre per riproporre l’ecosistema terrestre all’interno di una galleria in vetro e acciaio. E’ il cuore del progetto d’ampliamento e riqualificazione del più antico orto botanico del mondo. Naturalmente ecosostenibile.

Una grande vetrina della biodiversità delle specie vegetali che rappresentano il 99,7% degli esseri viventi presenti sul pianeta terra e che sono alla base della nostra vita. Così si presenta la struttura del nuovo Orto Botanico di Padova, costituita da cinque serre lunghe 100 metri ed alte 18 metri, completamente trasparenti per lasciar passare tutta la luce naturale possibile. Il progetto è firmato dallo studio VS associati (architetto Giorgio Strappazzon), vincitore del concorso internazione di progettazione per la salvaguardia e la valorizzazione del sito dell’Orto Botanico patavino, il più antico del mondo (1545), e l’utilizzo di un’area annessa di 15.000 metri quadri. Il progetto ha mantenuto il vuoto urbano degli orti benedettini preesistenti agli interventi degli anni ’50, caratterizzati da un’ampia vista verso Prato della Valle. I volumi di nuova edificazione sono stati collocati in prossimità del tessuto urbano per diventarne parte integrante. E’ il motivo per cui oltre agli ambiti espositivi sono stati realizzati spazi di intrattenimento e di relazione. La nuova struttura sarà presto schermata da una fitta vegetazione (in fase di piantumazione) sino al punto di uscita del taglio nella collina che porta il visitatore ad avere, con effetto sorpresa, un’immagine complessiva anche del complesso monumentale di Santa Giustina.

Soluzione tecnologica a tutto vetro

Un discorso a parte merita l’involucro vetrato in quanto principale elemento architettonico e tecnologico del progetto. Il vetro da subito ha rappresentato il materiale ideale per garantire le migliori condizioni di vita delle diverse specie di piante (un’ideale sezione del globo dall’equatore ai poli) ospitate all’interno della nuova struttura e l’unico in grado di garantire l’effetto visivo di un piano di vetro perfettamente piano lungo 100 metri ed alto 18 metri, come richiesto dal concept progettuale.

Per le vetrate è stato necessario mettere a punto un nuovo sistema di fissaggio delle lastre senza profili esterni, senza elementi passanti, conforme a normativa, in grado di sopportare carichi di vento oltre i 400 kg/mq, che consente di ottenere l’effetto visivo di un piano di vetro perfettamente piano lungo 100 metri.

E’ stato quindi utilizzato il sistema di fissaggio a foro non passante Tassello FZP-G in grado di offrire molteplici garanzie estetico-formali e strutturali: dimensioni poco invasive (ha una riduzione percepita del 75% rispetto al sistema spider); installazione anche a 50 mm dal bordo del pannello; la necessaria sicurezza strutturale (omologazione tedesca come prodotto da costruzione rilasciata dal DIBt di Berlino); effetto “a scomparsa” rispetto alla struttura vera e propria soprattutto nel caso di vetrata leggermente inclinata.

Solar active building

La nuova struttura è stata progettata per ridurre il più possibile l’impatto ambientale, non solo dal punto di vista urbanistico e architettonico, ma soprattutto rispetto al consumo di risorse rinnovabili per il suo funzionamento. La forma, l’articolazione degli spazi e l’impiantistica sono stati ottimizzati per sfruttare l’apporto dell’energia rinnovabile e gratuita proveniente dal sole. L’edificio svolge un ruolo attivo con un’azione positiva di trasformazione dell’ambiente circostante grazie a una serie di tecnologie che ne riducono l’impatto ambientale.  Il recupero delle acque meteoriche viene assicurato da una vasca di 450 mc, mentre una lama d’acqua è la fonte di ricircolo che consente la continua movimentazione ed ossigenazione della riserva idrica. L’integrazione idrica delle acque meteoriche avviene tramite un pozzo artesiano a quota -284 m che porta acqua di 24 C° costanti per alimentare le piante acquatiche tropicali tutto l’anno. La produzione di energia elettrica è consentita da pannelli fotovoltaici che alimentano in autonomia le serre in una logica di off grid. Il rivestimento delle superfici opache interne ed esterne (la pelle dell’edificio si comporta come una gigantesca foglia di albero) con un composto fotocatalittico consente, attraverso l’azione dei raggi UV, di combinare l’O2 dell’aria con le sostanze nocive tipo C02 NO2 consentendo l’abbattimento dell’inquinamento  atmosferico di circa 200 mc/mq/giorno. Il tetto verde, ottenuto con una nuova tecnica di crescita di piante arbustive sviluppata in circa 4 cm di spessore, consente la produzione di O2, l’abbattimento di CO2 e di polveri sottili, il disinquinamento dell’aria, il comfort visivo, l’isolamento termico e la riduzione dei consumi di energia. L’impiantistica è stata studiata per ridurre i consumi di energia e ottimizzare le risorse disponibili attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili provenienti dal sole.

L’effetto serra è stato sfruttato per mantenere gli ambienti a temperature e umidità costanti suddivisi per tipologia di fascia climatica.

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