Estrarre i tasselli fischer dalla parete: breve guida per punti

“La casa di un uomo è il suo castello”, recita un noto motto, attribuito in termini di origine al britannico Lord Edward Coke, ma diffuso ormai in lungo e in largo tanto da assumere connotati proverbiali. Il motivo di tanto successo sta nella verità stringente del messaggio espresso: per quanto piccola possa essere un’abitazione, parrà sempre una magnifica, imponente residenza agli occhi di chi la vive nel quotidiano, di chi all’interno vi cresce, di chi se ne prende cura con costanza e passione.

E, riguardo a quest’ultimo aspetto, ecco che si può trovare anche l’altra faccia della medaglia, di natura decisamente meno romantica, perché più impegnativa ma altrettanto importante.

Dalla più piccola alla più grande, ogni casa richiede costanti e accurati lavori di manutenzione che le permettano di essere sempre un luogo sicuro, oltre che confortevole, il luogo dove sentirsi letteralmente “a casa” ovvero protetti, custoditi e tranquilli.

Si tratta di considerazioni che ci toccano spesso, guardando la mensola in salotto che comincia ad inclinarsi, il battiscopa che in alcuni punti inizia a lasciare troppo spazio dal muro, o anche solo la cornice del quadro leggermente fuori asse, a testimonianza di un rilassamento strutturale congenito allo scorrere degli anni.

Si tratta di piccole trasformazioni che prese individualmente non costituiscono un grosso problema, ma sono il segnale che il tempo passa e la casa ha bisogno di una manutenzione che, quando ignorata può trasformarsi in un pericolo per gli inquilini.

È per questo che, magari controvoglia, ogni volta ci rimbocchiamo le maniche e, cassetta degli attrezzi alla mano, immancabilmente ci rimettiamo al lavoro. È una necessità, certo, ma gli amanti delle piccole, grandi riparazioni domestiche sanno che anche la soddisfazione di un lavoro ben eseguito ha la sua importanza.

Vediamo insieme, quindi, come compiere al meglio un’azione all’apparenza semplice ma, a ben vedere, aperta alla concreta possibilità di errore e di danni involontari particolarmente fastidiosi.

Come rimuovere correttamente un fischer dalla parete

Che si debba staccare un oggetto dalla parete per appenderne uno differente, o che si renda necessario ritinteggiare una stanza, è sempre buona norma estrarre le vecchie viti dalla loro sede muraria, così come i tasselli fischer entro i quali sono allocate.

In questi casi i peggiori nemici sono essenzialmente due:

  • La fretta, storicamente cattiva consigliera.
  • Il pressapochismo o, nel più generoso dei casi, la mancanza di competenza

I materiali utili, invece, sono essenzialmente cinque:

  • Vite a L
  • Spina di legno
  • Stucco
  • Spatola
  • Eventualmente smalto

Lo scoglio principale dell’estrarre vite e fischer risiede proprio nella qualità fissativa dei tasselli: d’altronde sono progettati per creare attrito con le pareti del foro, e la difficoltà di estrazione è segno del loro elevato standard di funzionamento.

Per riuscire a rimuovere gli elementi indesiderati dalla parete entro cui sono incastonati, evitando di tirare eccessivamente o in maniera maldestra e, di conseguenza, di rovinare intonaco o piastrelle, bisogna procedere con la dovuta cautela e con l’appropriata strumentazione.

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Dopo aver rimosso la vite con una pinza, è il momento di concentrarsi sul fischer. Bisogna incominciare inserendo al suo interno una nuova vite, molto meglio se di forma ad L, per una profondità almeno doppia rispetto al diametro.

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Tenendo l’estremità esterna tra le dita, è dunque il caso di imprimere alla vite un doppio movimento, ad un tempo oscillatorio da sinistra a destra e da destra a sinistra, così da agire sui lati del tassello e sulle alette che lo connettono alla parete, ed estrattivo, per saggiare piano piano la resistenza del dispositivo all’azione della trazione. Proseguire fino a che il fischer sarà fuori dal muro per almeno un quarto della lunghezza consentirà di poter finalmente operare con le pinze ed estrarlo.

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Nel caso si voglia tappare il buco e procedere con la dipintura, si è a questo punto a metà dell’opera. Per appianare il foro a regola d’arte conviene inserirvi la spina di legno, così da ridurre la superficie cui applicare lo stucco. Non preoccupatevi di essere troppo scrupolosi nello scegliere una spina di lunghezza appropriata: è sufficiente infilarla nel buco e tagliare la porzione eccedente.

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Si può ora procedere con la stuccatura della sezione. Ricordiamoci sempre che in queste operazioni possiamo scegliere di utilizzare della pasta già pronta oppure crearne una nostra personale versione, mescolando due parti di stucco in polvere e una d’acqua. L’accuratezza nell’impiego della spatola è essenziale: far aderire in modo corretto lo stucco al foro, anche nelle zone di maggior profondità, è indispensabile per ottenere un risultato di pregio.

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Nel caso in cui l’operazione si sia svolta su di una superficie piastrellata è altamente consigliabile un piccolo processo di rifinitura. Se avete seguito i nostri consigli attentamente avrete di certo accanto a voi uno smalto del colore appropriato: applicatelo delicatamente sul foro tappato dallo stucco con un pennellino, ed ecco che la parete vi apparirà più bella di prima.

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